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Guida: Luca Toni, essere campione del mondo e di umiltà

Luca Toni

La gavetta di Luca Toni

In ogni squadra c’è sempre quel giocatore che vorresti avere ogni partita tra gli undici che schieri in campo, un uomo su cui puoi sempre fare affidamento per le sue qualità umane innanzitutto, e per ciò che riesce ad esprimere con un pallone tra i piedi quando c’è da far valere la propria classe.
Se penso a un calciatore del genere ho un nome per cui il posto da titolare ci sarebbe sempre.
Luca Toni.
Quel ragazzone è stato per me l’esempio di come le qualità umane, l’abnegazione, la volontà di arrivare in alto, rendano possibili il raggiungimento di ogni traguardo se lo si vuole veramente.
Il talento era custodito dentro di lui, anche se fino a un certo momento la strada verso la gloria sembrava che cambiasse sempre direzione, non incrociando fino in fondo il punto in cui si trovasse Luca.
Le stagioni passano e sembra che il percorso per le periferie più o meno nobili del calcio siano il destino scritto per la sua carriera.
La svolta però si sente che possa essere a un passo.

L’esplosione

Luca lavora duro, non molla un centimetro, sempre con il sorriso stampato ed emanando una simpatia contagiosa.
La bontà che trasmette la si vede anche in campo, e il connubio col suo talento sboccia definitivamente sotto la casacca rosanero del Palermo.
Gol a raffica.
Il Barbera impazzisce settimana dopo settimana, ed intanto Luca prende l’ascensore per tornare nell’elite della Serie A.
Altri gol ed altre mani all’orecchio per dire a tutti “mamma mia che spettacolo”.
Sale su e sale verso Nord per tornare a Firenze dove dilaga.
Si è formato un campione vestito di Viola che fa saltare mille volte la Fiesole.
L’apoteosi arriva con la maglia Azzurra poco dopo, quando il Mondiale vede anche le firme del nostro numero 9.
Quella Germania che conquisteremo sarà poi conquistata dai gol, dal carisma e dalle giocate di Luca con la maglia del Bayern Monaco.

La rinascita di Luca Toni

A un certo punto sembra che lentamente si avvicini il tramonto, la carta d’identità d’altronde sembrerebbe sentenziare che non vi sia ancora troppo spazio per altre esultanze.
Nella romantica Verona però viene scritto il capitolo conclusivo di una carriera per cui il lieto fine doveva per forza esserci.
Non si poteva immaginare un sipario calato senza altri applausi a profusione provenienti dagli spalti.
Il Bentegodi riscopre un Luca Toni capace di essere ancora decisivo e devastante, che si issa in cima alla classifica marcatori, che vestendo anche la fascia di capitano fa esultare la Sud gialloblù dell’Hellas.
Oggi che le candeline da spegnere sono 43 non possiamo che augurare a un calciatore come Luca Toni il miglior in bocca al lupo per il suo futuro, augurando a noi stessi che ogni stadio possa avere sempre un uomo così.
Ciò che rende unici calciatori come Luca è l’essere un esempio per tutti, per chi gioca, per chi tifa, per chi sogna.
Umile dentro, Campione Fuori.
D’altronde
Luca sei per me..Numero Uno!.
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