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Guida: gastronomia campana 4 tappe culinarie imperdibili a Napoli + 1 fuorisede

  • Gastronomia campana: 4 tappe culinarie imperdibili a Napoli + 1 fuorisede

Hai già provato la pizza napoletana da Sorbillo, Da Michele, il caffè e la piccola pasticceria da Gambrinus? Cerchi qualcosa di più … sfizioso?
Ti interessano i posti più gettonati dalla gioventù napoletana e non?

Ci sono almeno quattro opzioni per un pasto differente a Napoli stessa, poi se sei disposto a fare un piccolo sacrificio e guardare appena fuori il capoluogo partenopeo, potresti essere ricompensato con un’esperienza culinaria sorprendentemente migliore di quella tradizionale che viene propinata a tutti i turisti.

 

Passiamo velocemente in rassegna le quattro proposte che ho in serbo per voi.

 NAPOLI

  1. Antica Pizza Fritta da Zia Esterina (Via dei Tribunali, 35)Che il mondo ami la pizza non è un segreto.
    E’ il cibo che sta perennemente sotto i riflettori.
    Ma la pizza fritta? E’ sottovalutata.
    E’ la sorella bella, simpatica ed intelligente che viene spesso ignorata a causa del fatto che vengano tanto decantate le lodi della sorella maggiore.Una pizza fritta leggera, deliziosa, digeribile e preparata di fronte ai vostri occhi in un ambiente che sa di tradizione.
    Potete scegliere se consumarla lì seduti ai tavoli a disposizione o se continuare la vostra passeggiata mentre assaporate l’impasto caldo e fragrante della vostra pizza.
    E’ possibile scegliere tra un numero limitato di farciture (d’altronde Sorbillo & Co. sono fatti così, poche cose ma buone) : ricotta, mozzarella, ciccioli, facoltativa spolverata di pepe.

    Sicuramente vi capiterà nei numerosi giri a Napoli di dover attraversare via dei Tribunali.
    Se riuscite a conservare questa meta per l’ora di pranzo è meglio.

    Ma soprattutto: fate una colazione leggera ed andateci presto (ideale attorno alle 12:15), così da non trovare interminabili file e poter godere di una pizza preparata da abili pizzaioli col pieno delle loro energie.

 

  1. O’cuzzetiello

    Semplice ma mai scontato, viene di rado consigliato a chi visita Napoli ed è davvero un peccato.
    Una versione più ingegnosa della cosiddetta “marenn”, maniera più volgare di indicare il panino.
    Consiste in mezzo filone di pane cafone caldo e croccante privato della mollica e riempito con ragù, polpette al sugo o melanzane fritte a dadini, provola, salsiccia e friarielli, insomma, solito companatico napoletano.Avete presente la goduria della scarpetta? Beh moltiplicatela per 20. Minuti. Di deliziosi morsi.Vale la pena andarlo a provare in questa piccola bottega chiamata proprio “O’cuzzeteillo” situata a Via Rimini, 51
    Location caratteristica e cibo casereccio, per un’esperienza napoletana a tutto tondo.
  1. Puok Burger – La tradizione in un bunPassiamo ad una maniera più sofisticata di fare esperienza della tradizione.
    Il Puok Burger è diventato un’istituzione dello street food partenopeo nel giro di pochi anni.
    Le materie prime eccellenti, la creatività del fondatore (Egidio Cerrone a.k.a Puokemed) e l’immancabile bontà delle preparazioni alla maniera delle nonne si uniscono in un connubio favoloso.
    Non si può passare da Napoli senza farci un giro ormai.Il Puok Burger ha due sedi, a seconda di quale scegliete potete trovare panini diversi.
    Una si trova al Vomero, in via Francesco Cilea.
    L’altra è a Spaccanapoli.Sicuramente il panino più noto e più adatto se state cercando un morso di tradizione è il “Mammà” : polpetta fritta, parmigiana, provola affumicata e fonduta di provola al basilico.
    Non potete sbagliare.
    Il Puok Burger ha un sito molto curato, così come i suoi canali social, per rimanere aggiornati su tutte le novità semplicemente seguitelo.
  1. Chalet Ciro – La graffa

    Tutto questo salato richiama un po’ di dolce.
    Per concludere in bellezza l’esperienza culinaria partenopea, magari anche con una bella vista sul mare, una graffa napoletana allo Chalet Ciro è d’obbligo.Si tratta di ciambelle fritte ricoperte di zucchero e farcite o meno, a proprio piacimento.
    E’ possibile trovarci anche gelati, babà ripieni, coni-graffa ripieni di gelato ed altri attentati alla linea.Però un piccolo sacrificio potete farlo se volete vivere un giorno da veri napoletani.
    Potete trovare lo Chalet Ciro in via Francesco Caracciolo, dalla parte che dà sul mare.

 

CASERTA

  1. I Masanielli (Caserta)

    Sicuramente le pizze dei grandi maestri vanno assaggiate ed hanno il loro perché, non si discute, tuttavia parecchie persone mi darebbero ragione se vi dicessi che a breve alla Walk of Fame dei mastri pizzaioli si aggiungerà anche lui: Francesco Martucci.La prima motivazione che spinge le persone a tornare ancora ed ancora da lui è l’impasto fenomenale della sua pizza: una leggerezza e scioglievolezza che non ha eguali.
    Il suo impasto unito alla semplicità degli ingredienti delle pizze tradizionali vale già un viaggio.
    Subito dopo ci sono le combinazioni più gourmet, dei connubi spettacolari sapientemente posizionati sulla base, ad esempio: mela annurca e pancetta, 4 consistenze della cipolla (in foto).Delle pizze che possono sembrare invasive, pesanti all’apparenza, ma che sono pensate per accarezzare il palato, stupire, far ricredere, far vivere una vera e propria esperienza culinaria.

    Degni di nota sono anche gli antipasti: le montanarine (basti solo pensare che sono fatte con lo stesso impasto fenomenale delle pizze), le frittatine di pasta, i crocché e le patate artigianali possono tranquillamente spezzare la fame dei più voraci del gruppo nell’attesa delle pizze che, in ogni caso, vengono servite in tempi record.

    Insomma, ancora non vi ho convinti?
    Spostarsi da Napoli a Caserta è un attimo, lo si può fare in treno comodamente dalla Stazione Centrale o in macchina, sono sempre 30 minuti di viaggio e la pizzeria si trova a 10 minuti a piedi dalla stazione di Caserta.

    Avete bisogno di una motivazione più solida per spostarvi?
    La Reggia di Caserta è a 2 minuti d’auto o 10 minuti a piedi dai Masanielli.
    Una visita al palazzo reale ed una alle leccornie di Francesco Martucci suona come un ottimo programma.

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